index

www.artrocketpopstudies.it - created: 20060813 - state: work in progress - info@artrocketpopstudies.it
TOP  

alchemy - cave - lilith - porcupine - salamander - water

Peter Gabriel / Genesis (1974)

The Lamb Lies Down on Broadway come «opera alchemica»

[analisi a cura di EnzioTempo alias Gaudenzio Temporelli]

 

« Soft went the music the soft air along »

John Keats (1795-1821), Lamia (part II, v. 199)

 

MichaelMaierAtalantaFugiensXXI

«Avevo scoperto, con le mie prime ricerche, che la dottrina degli Alchimisti non era una semplice fantasia della scienza chimica, ma una filosofia applicata al mondo, agli elementi e all'uomo stesso; e che il loro tentativo di ricavare l'oro dai metalli vili era solo una parte della trasformazione universale di tutte le cose in una sostanza divina e imperitura; e questo mi aveva permesso di fare del mio libro una fantasticheria sulla trasmutazione della vita in arte, e un grido di smisurato desiderio per un mondo interamente composto di essenze.»

«Ripetevo a me stesso la nona chiave di Basilius Valentius, là dove paragona il fuoco dell'Ultimo Giorno al fuoco dell'alchimista, e il mondo al fornello dell'alchimista, e vorrebbe farci comprendere che ogni cosa mortale dovrà essere dissolta prima che la sostanza divina – oro materiale o estasi immaterica – si possa risvegliare.»

«[...] guardai fuori, nel buio, e in quella chimerica e turbata fantasia mi parve che tutti quei puntini di luce che riempivano il cielo fossero i fornelli d'innumerevoli alchimisti divini, che lavoravano continuamente, mutando il piombo in oro, l'afflizione in estasi, i corpi in anime, e la tenebra nel divino»

William Butler Yeats (1865-1939), Rosa Alchemica.

(trad. Stefano Guizzi, © 1993 ADEA Edizioni, Milano)

[...] diedi incarico a un libraio di Monaco di tenermi al corrente di qualsiasi libro di alchimia gli capitasse. Poco dopo ricevetti il primo di essi, Artis Auriferae Volumina Duo (1593), una vasta raccolta di trattati latini, tra i quali un certo numero di classici dell'alchimia.

Lasciai questo libro da parte, quasi senza toccarlo, per circa due anni. Di tanto in tanto davo un'occhiata alle figure, e ogni volta pensavo: «Signore Iddio, che assurdità! Non se ne capisce nulla!» Ma non me ne potevo staccare e decisi di impegnarmi più a fondo. Comincia l'inverno successivo, e presto trovai la lettura affascinante e stimolante. Certo, i testi mi davano ancora l'impressione di un'evidente assurdità, ma qua e là c'erano passi che mi sembravano significativi, e talvolta trovavo anche affermazioni che ritenevo di poter capire. Alla fine mi resi conto che si trattava di simboli di mia vecchia conoscenza. «E' fantastico» pensai «devo imparare a decifrare tutto ciò.» Ero ora completamente affascinato, e mi sprofondavo nella lettura di quei testi tutte le volte che ne avevo il tempo. Una notte, mentre li stavo studiando, improvvisamente ricordai il sogno nel quale ero prigioniero del secolo XVII. Alla fine ne coglievo il significato. «Ecco dunque! Ora sono condannato a studiare tutta la alchimia dal principio!»

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni.

(trad. Guido Russo, BUR 1992, © 1998 rcs libri, Milano)

 

Lilith

*

«Dolce scivolava la musica nell'aria dolce»

John Keats (1795-1821), Lamia (part II, v. 199)

(trad. Silvano Sabbadini, © 1996 Marsilio, Venezia)

*

«If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is, infinite.»

«For man has closed himself up, till he sees all things thro' narrow chinks of his cavern.»

William Blake (1757-1827), The Marriage of Heaven and Hell.

-

« Get me out of this cave! »

Peter Gabriel, The Lamb/In the Cage (1974)

*

Peter Gabriel, The Lamb/In the Rapids (1974)

« Moving down the water

John is drifting out of sight, »

[...]

« I'm spiralled down the river bed,

My fire is burning low. »

[...]

« We hold together, hold together ... »

 

« In this fluid state he observes both bodies outlined in yellow and the surrounding scenery melting into a purple haze. »

(Copyright, Peter Gabriel 1974)

 

MichaelMaierAtalantaFugiensXXXIV

 

*

« I mutamenti psicologici (degli atteggiamenti, della personalità), decisivi bagni lustrali dell’anima, sono anche atti di rigenerazione della storia. La trasformazione degli atteggiamenti della mia famiglia attraverso il disvelamento di certi motivi ricorrenti nell’intrico delle mie radici ancestrali non è un problema analitico meramente personale. È un primo passo storico verso la liberazione di tutta una generazione da un modello collettivo. Modificando quel collettivo, si attua un mutamento della storia. E chiunque ripulisca il suo pezzettino di foresta del passato è l’eroe che riscatta il tempo, è il capro che, assumendo su di sé i peccati, disfa il tempo. In questo senso, ciascuno di noi è l’ago della bilancia nei momenti storici di transizione e in questo senso ciò che ciascuno di noi fa della propria vita psichica è di importanza storica e non soltanto sul piano interiore della salvazione dell’anima individuale dalla storia. Di più: questo è il modo in cui la storia stessa, intesa come ciò che avviene a livello collettivo fuori di noi, può essere lavata e risanata. »

James Hillman, «Senex e Puer. Un aspetto del presente storico e psicologico», conferenza tenuta a Eranos nel 1967 (trad. it. di Adriana Bottini in Puer Aeternus, Adelphi, Milano, 1999) – (tit. orig. Senex and Puer. An Aspect of the Historical and Psychological Present, © 1967 James Hillman).

*

Peter Gabriel, The Lamb/Carpet Crawlers (1974)

« A salamander scurries into the flame to be destroyed. »

« Il fuoco esprime un intenso processo di trasformazione: per questo, nell'alchimia, la prima materia da trasformare è simboleggiata da una salamandra nel fuoco [...]. Tutto ciò che il fuoco consuma sale verso l'alto, verso la dimora degli dei. [...] Dal tormento inflitto dal fuoco nascerà l'illuminazione. »

Carl Gustav Jung,  Zurigo 1950

[cfr. Gli archetipi e l'inconscio collettivo, Opere, Vol. 9*, Bollati Boringhieri, Torino 1980]

 

 

 

MichaelMaierAtalantaFugiensXXIX

 

*

Peter Gabriel, The Lamb/Back in N.Y.C. (1974)

« As i cuddled the porcupine / He said I  had none to blame, but me. »

 

« Poi proseguirono per la dimora rustica di Putnam, che si trovava sui monti Adirondack, vicino a Lake Placid, e presso il quale si trattennero per quattro giorni. [...] furono giorni felici, allietati dalle canzoni tedesche di Jung. Fu lì che, con gran gioia di Freud, videro un giorno un porcospino, al quale si ricollega una piccola storia. Freud aveva osservato che, di fronte ad un compito assillante, come quello che in quei giorni gli si presentava, di esporre le sue sorprendenti conclusioni ad un pubblico straniero, era utile trovare una via di scarico alle proprie emozioni spostando l'attenzione su un obiettivo secondario. Così, per esempio, prima di lasciare l'Europa, aveva sostenuto che andava in America per vedere un porcospino e tenere qualche conferenza. La frase «trovare il proprio porcospino» divenne da allora in poi un modo di dire comune nel nostro ambiente. »

Ernest Jones (1953)

 

...

venerdì 15 gennaio 2010 13.52.36 +0100

The Lamb Lies Down on Broadway come «opera alchemica»